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Felide

 

Ho acceso lo stereo chinandomi sulle ginocchia selezionando la traccia n. 4 del cd dei Queens Of The Stone Age senza perdere di vista con la coda dell’occhio il movimento veloce delle sue gambe mentre si sfilava i jeans fasciati. E’ partita A song for the dead e con essa l’irrefrenabile libidine che restringe il campo di gioco che conosco fin troppo bene, un campo da corsa per cavalli con i paraocchi. Correre drogato come un animale che si abbandona all’istinto e così mi sono gettato tra il suo inguine umido. Lo potevo già vedere il mio uccello teso tra le sue guance senza nemmeno esserci baciati. Spingere la sua testa e stringere i suoi capelli verso le mie palle, batterle sulla fronte e sul naso il membro duro e divertirmi con lei. Nessuna forzatura, nessuna violenza, solo pura complicità amalgamata dalla musica e dall’odore della pelle. Dopo averla completamente spogliata e riempitomi la bocca delle sue mammelle dure ho scandagliato ogni angolo nascosto della sua bocca, morsicato la lingua, assaporato ogni papilla, violato il suo non più invalicabile forziere avvertendo quel movimento di chi si oppone cedendo al piacere.

Vi sono situazioni indotte e incontrollabili dove non esiste alcuna priorità e regola ma solo l’istinto condiviso senza proferire alcuna richiesta o parola dove il desiderio è fiume in piena che confluisce nella visione del proprio membro gonfio e violaceo impugnato nella mano destra, pronto a sondare e farsi cervello fascio di nervi all’interno di carne che non genera altra carne.

Una prima resistenza e primo mostrare i denti e poi con decisa prepotenza divenire privilegiato passaggio. Adoro avvertire quella sensazione di graduale conquista, millimetro per millimetro, sino a quando le sue carni si rassegnano e rilassano al mio incedere deciso, al mio cercare il massimo contatto, la massima elasticità.

Nessuna priorità, solo istinto disegnato in ciuffi neri sparsi sul cuscino e lenzuola serrate con delicate mani femminili e muscoli tesi.

Mi ha sempre fatto impazzire di desiderio il contrasto della dolcezza e raffinatezza tipica della femminilità con l’impulsività della passione e libidine incontrollabile.

Adoro le donne che adorano le sperma, che lo assaggiano, ingoiano, spalmano, odorano, ne cercano i sapori evidenti, la dispersione in un bicchiere di Martini bianco.

Pubblicato il 28/9/2009 alle 11.59 nella rubrica Diario.

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