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Non ci sono più gli uomini di una volta

Non ci sono più gli uomini di una volta.
Mi capita di sentirlo sempre più stesso questo ossimoro. In questa civiltà occidentale, of course, ed io vivo in occidente, non nello Yemen.
Ossimoro perché è evidente che “una volta” significa “un tempo”, significa archetipi passati trascorsi, che si annullano inevitabilmente con i tempi moderni.
Senza nulla togliere alle singole responsabilità soggettive il problema nasce dal fatto che non esistono più le donne di una volta.
Evviva la par condicio. Hanno cambiato le donne, si  sono trasformate in “linee di business”. Tecnologia, modelli mediatici, mercato del lavoro penalizzante e surrogati di pseudo emancipazione della donna hanno prodotto una società dove l’uomo di una volta è superato.
Il cibo lo trovi anche congelato al supermercato, il bisogno di figli come forza lavoro è arcaico e comunque posticipato alla realizzazione della carriera o subordinato ad un egocentrismo schiavo dell’immagine e della chimera dell’immortalità. La donna moderna schiava del lifting, oltre che da una deprecabile attitudine violenta di certa tipologia di uomini “dotati” di cervello semi primitivo.
Non si può paragonare la società odierna a quella del dopo guerra per quante “epoche “ distanti solo poco più di cinquant’anni.

Tornando un po’ più indietro, ai tempi di Cristo la donna faceva la mamma o la mignotta a tempo pieno, oggi c’è più scelta: la mamma part time o la single alla ricerca del Principe Azzurro saltando da petalo in petalo o la mignotta full time o su appuntamento. Sì, la crisi economica, la necessità di emancipazione e di corsa ai saldi hanno fatto diventare quello della mignotta l’attività più redditizia degli ultimi millenni tra studentesse alle prese col caro libri e la poca voglia di studiare . Se si è di bocca buona, soldi facili per chi non si accontenta dei tarocchi cinesi o della paghetta settimanale.

Il business non conosce frontiere o tabù e da tempo anche i bambini sono divenuti un ottimo investimento in termini di marketing. Tutto il mondo è in vendita, omogeneizzati, borsette e culi compresi. Naturalmente e per fortuna c’è chi si applica ad attitudini differenti, tuttavia è difficile non pensare alla confusione del genere maschile spinto da pulsioni primitive e ricerche di materna femminilità.
Se si è dotati di sufficiente spirito di osservazione e di scrupolo si riesce a far chiarezza nel marasma (i buddisti direbbero Samsara) generalizzato, in caso contrario cosa può pensare un uomo di fronte a tanta aggressività e spregiudicatezza sessuale femminile? Me le ingroppo tutte. Stop. E in parecchi casi ci vedono pure bene. Me compreso, in attesa della Luce dell’Amore (nella speranza non si chiami Godot)
Naturalmente in taluni casi le donne avrebbero ragione di fronte a uomini egoisti e violenti. Tempo condizionale poiché certi elementi maschili divengono veri e propri terreni di conquista, di questioni di principio che poco hanno a che fare con scelte sentimentali, a parte quelle sado-masomorbose.
Se un uomo ti scopa e non si fa sentire non è perché è timido o indeciso. La risposta è un’altra. Se un uomo che ti scopa e snobba diventa geloso non lo diventa perché ha ricevuto una folgorazione. La risposta spesso è un’altra, ma talvolta certe ingenuità è quasi indelicato trafiggerle. Come cazzo te lo devi ficcare in testa? L’amore è un’altra cosa...che cazzo di educazione sentimentale hai ricevuto? Che cazzo leggi a fare Shakespeare? Goditi allora l’orgasmo e non recriminare. Eppure l’uomo è lineare.
Se hai lo sguardo, l’atteggiamento e la spregiudicatezza sessuale di una mantide e poi non arriva un sms il giorno dopo, la risposta è un’altra. Ma la risposta di una donna spesso è sempre la stessa… non ci sono più gli uomini di una volta. Non hanno le palle.
Ce l'avete fatte cadere.

Pubblicato il 15/1/2009 alle 8.38 nella rubrica Diario.

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