Blog: http://AmphetamineAnnie-dog.ilcannocchiale.it

Miti duri a morire

Tra un sorso di vino e l’altro la bottiglia di vino trentino è travasata nel mio stomaco, ergo scorre allegramente tra le vene senza rispettare le precedenze. I vini trentini e sud tirolesi hanno dei nomi strani, sembrano i nomi di locande dove la Gestapo si fermava a desinare tra una tortura e l’altra ispirati dal Dio Odino, ma se li traduci in italiano significano “Cantina da Sior Beppe”.
In effetti sono un po’ semi ubriaco ma almeno non sto guidando, colpa della musica di sottofondo di Guccini che mi manda fuori tempo, adesso mi schiodo dalla sedia e attacco i Ratos de Porao.
Che il vino assunto in dosi stechiometriche serva a chiarire i ragionevoli dubbi non v’è dubbio, tuttavia alcuni di essi persistono e s’insinuano tra la corteccia annegata nell’etanolo. Etanolo sicuramente, i vini semi tedeschi sono seri. Se facessi il test alcolemico mi ritirerebbero pure la tessera Arci.

Per esempio mi è sovvenuto in mente un libro di Milan Kundera dove raccontava del mito dell’eterno ritorno. Non so quale astruso meccanismo mi ha portato a ricordarmi di quel libro, mistero delle uve semi tedesche vere muse catalizzatrici di pensieri inconsci.
Nel mito dell’eterno ritorno si parla di “ex”. Di ex che non muoiono mai, che ritornano, che spaccano i coglioni, dico io.
Sono fiero di non aver mai tirato in ballo “ex” quando si trattava di ricominciare una relazione. E’ una questione di sensibilità, ma fondamentalmente ogni relazione è un viaggio differente con destinazioni, biglietti, scatti fotografici, sapori differenti.
Voglio dire, da parte mia non ho mai mischiato sapori differenti e confrontato mete diverse, negli ultimi anni invece mi sono dovuto confrontare malvolentieri con quel cazzo di mito tirato in ballo da fanciulle sceneggiate da Ibsen. Donne normali non ne incontro, ma a pensarci bene non esistono donne normali, ma non nel senso di “cos’è la normalità?” ma che le donne normali devono essere esistite prima dei dinosauri. Se le sono mangiate i dinosauri.
Come diavolo è che quelle che prediligo sono sempre quelle che devono dimenticare un ex, o vengono sifonate da un ex senza scrupoli che nei giorni dispari ne sifona pure un’altra?
Ha un grande fascino questo “idraulico”, più ricercato di un vero idraulico nel giorno di Natale.
Il finto idraulico colpisce anche senza interventi strutturali ai condotti, gli basta inconsapevolmente rappresentare “l’immaginazione dell’amore”. Poi può essere felicemente sposato, avere figli, essere addirittura morto, lei lo aspetterà convinta che lui comprenderà l’errore e tornerà (anche dall’oltre tomba).
I tempi del lutto amoroso delle donne sono più misteriosi e antichi delle piramidi di Giza, occorre scavare nel retroterra antropologico di quando portavano la coda, ma a pensarci bene chi cazzo te lo fa fare? Ho imparato che quando cominci a psicanalizzare una donna finirai con la camicia di forza o trascorrere il tempo a prendere appunti seduto mentre lei ti racconta di quando suo padre preferì la partita di calcio al suo saggio di danza. Tutta colpa del padre. Fanculo a tutti quei papà freddi o generatori del mito di Elektra. Una ex genovese mi disse che l’amore non è una pianta da giardino, e infatti presi l’inculata a freddo pure lì. Parole sante però.
Recentemente chiacchierando con un’amica ho sentito affermare frasi tipo “hai presente quando senti che LUI è l’uomo della tua vita dal primo momento che l’hai visto?”. Poi poco importa se l’altro (sempre l’idraulico) dice che non ha sentito nulla (ovvio si sbaglia) e che era solo una sifonata. Lui sarà l’uomo della vita (immaginaria) di lei e non la darà a nessun’altro sino a quando lui vivrà o avrà trovato il sosia costruito in laboratorio come la pecora Dolly. Potenza dell’immaginazione dell’amore o necessità di punirsi rendendosi patetiche? (Scherzo, anch’io ho un cuore)

Anni addietro una fanciulla dai capelli rossi dopo un’oretta di scambio di calore e numeri bulgari (e pure turchi) scoppiò a piangere con sensi di colpa nei confronti di lui, uomo sposato con prole che non poteva lasciare la moglie. Mica per me che le avevo preparato la cenetta e fatto trovare i fiori freschi. Rimasi nudo come un verme sul letto con la cappella che si sgonfiava mentre singhiozzando si rimetteva le autoreggenti e il perizoma.
Insomma c’è qualche anatema da pronunciare contro il mito dell’eterno ritorno?
Qualche settimana addietro dopo aver accompagnato a casa un’amica, sulla strada del ritorno non sto per investire in auto uno degli “idraulici”?? Merito dell’ABS della mia Lancia se non l’ho travolto sulla sua moto del cazzo mentre usciva da un portone senza dare precedenza.
Chissà che figura di merda colossale se lo mettevo sotto e si affacciava dal balcone colei che. Che cazzo potevo dire?
L’amore non c’entra un cazzo coi buoni sentimenti.

Pubblicato il 7/11/2008 alle 9.42 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web