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...secondo me

Quest’ultima generazione di governanti bastardi vuole costruire una tal generazione di cerebrolesi non pensanti dove l’uso delle cellule cerebrali deve asservire alla causa dell’obbedienza incondizionata, del consumo inutile, del trionfo dell’effimero, dell’intolleranza che garantisce e giustifica guerre e investimenti bellici.

Quei bastardi ragionano spinti dalle logiche del profitto, della privatizzazione selvaggia garantita da leggi costruite su misura a vantaggio della libera impresa (liberi di sfruttare e far soldi sulla pelle altrui, of course)

Diritto primordiale quale l’istruzione trattato come un lurido affare di borsa, nelle fondazioni ex università patrocinate dagli sponsor il revisionismo regnerà imperante, insegnerà e guadagnerà chi garantirà lavaggi del cervello e non prenderà posizioni antigovernative.

Poi toccherà alla Sanità sul modello dei democraticissimi yankee, così democratici da farti morire e fregarti se non hai l’assicurazione e i baiocchi giusti.

Che in Italia occorresse una riforma sull’istruzione lo sapevano anche i sassi, che portasse il nome di un ministro fantoccio che ha sostenuto l’esame di Stato in meridione prendendo la residenza a Reggio Calabria, fa ridere, un po’come quelli che vanno a Cosenza per sostenere l’esame di scuola guida per passarlo senza problemi.

Pensare che l’educazione di un bambino parti o passi per il maestro unico e il grembiule è veramente ridicola, roba dei tempi di Collodi e Pinocchio. I bambini di oggi comprendono bene le differenze e per loro il grembiule è solo un indumento per non sporcarsi il vestito e i genitori la differenza l’annusano ad occhi chiusi.

Il voto in condotta serve a un cazzo se non c’è in famiglia un autorevole rispetto e disciplina. Quando andavo a scuola io, chi aveva la condotta peggiore era figlio di genitori del quale si poteva ben dubitare del loro esempio educativo. Stessa pretesa e inganno della leva militare, dove doveva servire a raddrizzare alberi cresciuti storti. Se si è raddrizzato un albero (e come?) su cento direi che è stato un “esperimento sociale” fallimentare. Ho fatto il servizio civile, solo l’idea di farmi urlare ordini idioti nelle orecchie mi rendeva violento e sovversivo.

L’educazione deve partire dalla famiglia, ma se la famiglia per tirare a campare deve rincorrere il lavoro è più facile che perda di vista il figlio, perché sono richiesti turni e flessibilità particolari con stipendi indecorosi tutto a scapito della serenità familiare senza dimenticare le richieste consumistiche dei figli drogati dal sistema mediatico pubblicitario, insomma fare il genitore son cazzi amari. Inoltre se ci aggiungiamo le problematiche personali insite all’interno di una coppia che convive odiandosi perché il mutuo da pagare è insostenibile, la situazione diventa esplosiva e patetica.

Non che la disponibilità di quattrini metta al riparo da spiacevoli sorprese educative, di figli sbombazzati di noia e vizi e videogiochi e polvere bianca e violenza se ne vedono troppi.

Ergo, se le famiglie fossero meno egoiste e perseguitate, trascorrendo più tempo con i figli le cose andrebbero meglio, invece le madri oggi devono lavorare se non hanno un compagno con un buon reddito e anche in quel caso la donna spesso s’impone con il suo bisogno di emancipazione e indipendenza, l’amore del resto non è infinito (a parte gli irriducibili, ma quello forse si chiama pigra consuetudine)

Ci fossero genitori che allo stadio e in casa sono sportivi e che non cambiano cellulare ogni due mesi, capaci di ascoltare il partner e non viziare il figlio, tanto andrebbe per il meglio, giusto per fare due esempi stupidi ma significativi. E poi perché sempre gli slogan “portiamo le famiglie allo stadio”? ma portatele in teatro o in qualche laboratorio musicale, creativo!

Di questo non si sente mai parlare o se ne parla poco, del grembiule o del crocefisso sempre. Sono contrario a qualsiasi forma di insegnamento (lavaggio del cervello) pseudo religioso nei confronti del bambino. Crea superstizione. Sceglierà il ragazzo quando comprenderà di quali fede nutrirsi, quali risposte dare alle molteplici domande senza risposte indotte da maniaci sessuali in tonaca o genitori timorati di Dio e dogmatismi mortificanti l’intelletto. L’uomo deve crescere libero di essere curioso, rispettoso delle difficoltà altrui e sviluppare la vocazione attraverso gli strumenti necessari. Un bambino infelice sarà un genitore infelice che non comprenderà un cazzo del proprio figlio e così via. Creare o meglio riesumare modelli antichi (in realtà fumo negli occhi) non serve a un cazzo, l’Italia di oggi non è l’Italia di cento anni fa e l’Europa pure e il mondo anche, i poveri creati spingono, sono una marea, le barriere cederanno. Un po’ come i nostalgici (o i cretini meno vetusti) quando asseriscono “quando c’era Lui (i treni arrivavano in orario, nda)”.

Insomma la riforma necessaria deve partire da altri presupposti, una rivoluzione sociale collettiva che deve tener conto di tutti gli attori in gioco.

Per fortuna che doveva essere un governo che avrebbe aiutato le famiglie (e i single?)…

Ah già via l’ICI ai comuni e vai di autovelox e vigili sguinzagliati e doposcuola tagliati qua e là.

Però a sentir loro ogni decisione che sostengono è sempre suffragata dal legittimo voto che hanno dato gli italiani alle ultime consultazioni popolari, anche se non rientrava nel programma…insomma in Italia basta farsi eleggere, poi puoi pisciare sulla schiena di chiunque e dir loro che sta piovendo…alla mal parata ci sono sempre i sondaggi e i telegiornalai di regime.

Se avessi un figlio da mandare a scuola lo consiglierei di diffidare del grembiule. “A scuola ci vai con la T-shirt di chi cazzo vuoi tu e se ti sporchi si lava e se il preside dice qualcosa viene papà fare due paroline”

Ho un conto aperto con i presidi che mi davano del terrorista per via dei capelli lunghi a diciassette anni.

Pubblicato il 29/10/2008 alle 8.37 nella rubrica Diario.

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