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It's allright Ma (I'm only bleeding)
29 settembre 2009
Pecore e pastori puttanieri

Il senso di nauseante insofferenza che provo ogni volta che intravedo in televisione quel caro megalomane romantico puttaniere del Presidente del Consiglio è niente rispetto al disgusto che mi prende alle mascelle quando il mio udito intercetta i liberi pensieri delle serpi servili con il cervello lavato in candeggina del Cavaliere stesso.

A parte i ministri farlocchi in gonnella reclutate dal bagaglino, dalla bussola e dal convento, ho scoperto che in Italia sono “spontaneamente” nati i circoli femminili di ”Silvio ci manchi” (al posto suo mi gratterei i coglioni) e “Per fortuna c’è Silvio”, iniziative di idolatria demenziale che ricordano la propaganda nazista e comunista sulla bontà dei regimi totalitari: Hitler e Stalin uomini così pieni di attenzioni verso il loro popolo, la loro terra.

Decine di donne praticare acqua gim cantando la canzonetta sul puttaniere. Pensavo fosse uno scherzo, che dopo la piscina e la doccia si sarebbe presentato una faccia da cazzo tipo agente di Tecnocasa per vendere la batteria di pentole alle atletiche signore e invece era tutto vero. Per forza vince il puttaniere, con un quoziente intellettivo di quel calibro in campo e una tale indipendenza di pensiero, solo con un invasione con i carri armati dalle Alpi potremo liberarci del telestregone casanova.

Per inciso, per fortuna al nano megalomane interessa non finire in galera, non bruciare gli ebrei nel caminetto.

 

Il tema della serata televisiva condotta dal signor Lerner era una sorta di psicodramma fasullo sull’antico connubio tra l’offerta e la richiesta, elementare equazione dell’economia di sempre, ovvero se c’è qualcuno che offre, qualcuno compra o se preferite se c’è qualcuno che paga qualcun’altra vende. Per la precisione il culo e anche l’anima, che in uno Stato che ospita il Papa dovrebbe valere qualcosa, anche se per come la penso io il Papa non c’entra un cazzo con l’anima. L’uomo di potere offre (ma non sempre) posti di potere, soldi, agganci, favori etc e certe donne vendono il culo e non solo. Il monda va avanti così da sempre (e a volte è vero anche il contrario) dove sta la novità o lo scandalo? Il mondo maschilista e monoteista è sempre stato così, purtroppo. Violento e contro le donne.

Quello che mi fa venire il disgusto sono le patetiche difese del puttaniere a prescindere da parte delle servili rampanti paladine pronte a difendere con le unghie e i denti l’onore (e la naturale esigenza) del Messia di Arcore. Mi viene da pensare che se una giovane donna è così asservita alla luce di tale puttaniere (ma ai suoi occhi un nonno pieno di simpatica poesia di un tempo andato verso il mondo femminile, altro che poeti finocchi come Hikmet o comunisti come Neruda) o è cresciuta in una famiglia di gerarchi militari anticomunisti o di alte cariche ecclesiastiche o in una famiglia di comunisti ortodossi con un padre incestuoso.

La cosa ridicola sono le esternazioni del puttaniere in doppio petto alla conferenza tenutasi con Zapatero: Lui non ha bisogno di pagare una donna per sedurla. Ma qualcuno possiede una fantasia così fervida da immaginare Lui che tira fuori il portafoglio e distribuisce la marchetta come si farebbe con una qualsiasi mignotta della strada? Scendiamo tutti a valle con la piena??

Il Presidente del Consiglio è un uomo come tutti, questo bisogna riconoscerlo (cioè che ha pulsioni, nel suo caso indotte sintetiche) e se ci scappa un’ingroppata con qualche zoccola in qualche festino a luci rosse in un Paese dove lo spirito d’impresa si sposa con la politica del salomonico “una mano lava l’altra” che c’è di nuovo? Anche “Re Carlo tornava dalla guerra, lo attende la sua terra…”

Prendendo in prestito l’alto e virtuoso esempio, per farmi dare il finanziamento dalla banca  per il mio locale metal rock presenterò al direttore della filiale un’amica ninfomane che all’occorrenza è anche un’ottima cuoca…funzionerà?

Dimenticavo un altro tratto caratteristico irritante in voga nelle maggioranze politiche: il proselitismo del suffragio universale, del plebiscito nella scelta: ovunque si può sentire bofonchiare che “gli italiani ci hanno votato”, “gli italiani vogliono che“, “gli italiani sono con noi”. In democrazia governa chi vince certo, ma una maggioranza non significa dittatura della stessa, non è un intero popolo o un pensiero comune luridi falsi bastardi. Io con fierezza non sono con voi e le vostre scelte da finti perbenisti puttanieri venduti alla causa delle lobby delle guerre e dello sfruttamento.


Ma tornando alla canzonetta del “Meno male che c’è Silvio”…meno male che c’è Lui…da quando c’è Lui infatti gli stipendi sono finalmente rendite, la disoccupazione un miraggio, la Mafia sconfitta, l’evasione fiscale un antica superstizione, le tasse una donazione volontaria, la burocrazia persecutoria un ricordo medioevale, i privilegi dei politici e il clientelismo impresa-politica un lontano ricordo, la sicurezza e l’istruzione nella scuola pubblica un diritto acquisito e mantenuto. La giustizia in tempi “civili” un segno di distinzione nel mondo, le università del sud Italia un fiore all’occhiello per preparazione e virtù nella spesa, gli investimenti nella ricerca un vanto mondiale.

 

Lecchini del Potere di qualunque natura politica, siete solo un gregge di pecore senza cervello e individualità, il vostro belare mentre godete è identico al vostro belare quando finite al macello.




permalink | inviato da amphetamine il 29/9/2009 alle 11:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
28 settembre 2009
Felide
 

Ho acceso lo stereo chinandomi sulle ginocchia selezionando la traccia n. 4 del cd dei Queens Of The Stone Age senza perdere di vista con la coda dell’occhio il movimento veloce delle sue gambe mentre si sfilava i jeans fasciati. E’ partita A song for the dead e con essa l’irrefrenabile libidine che restringe il campo di gioco che conosco fin troppo bene, un campo da corsa per cavalli con i paraocchi. Correre drogato come un animale che si abbandona all’istinto e così mi sono gettato tra il suo inguine umido. Lo potevo già vedere il mio uccello teso tra le sue guance senza nemmeno esserci baciati. Spingere la sua testa e stringere i suoi capelli verso le mie palle, batterle sulla fronte e sul naso il membro duro e divertirmi con lei. Nessuna forzatura, nessuna violenza, solo pura complicità amalgamata dalla musica e dall’odore della pelle. Dopo averla completamente spogliata e riempitomi la bocca delle sue mammelle dure ho scandagliato ogni angolo nascosto della sua bocca, morsicato la lingua, assaporato ogni papilla, violato il suo non più invalicabile forziere avvertendo quel movimento di chi si oppone cedendo al piacere.

Vi sono situazioni indotte e incontrollabili dove non esiste alcuna priorità e regola ma solo l’istinto condiviso senza proferire alcuna richiesta o parola dove il desiderio è fiume in piena che confluisce nella visione del proprio membro gonfio e violaceo impugnato nella mano destra, pronto a sondare e farsi cervello fascio di nervi all’interno di carne che non genera altra carne.

Una prima resistenza e primo mostrare i denti e poi con decisa prepotenza divenire privilegiato passaggio. Adoro avvertire quella sensazione di graduale conquista, millimetro per millimetro, sino a quando le sue carni si rassegnano e rilassano al mio incedere deciso, al mio cercare il massimo contatto, la massima elasticità.

Nessuna priorità, solo istinto disegnato in ciuffi neri sparsi sul cuscino e lenzuola serrate con delicate mani femminili e muscoli tesi.

Mi ha sempre fatto impazzire di desiderio il contrasto della dolcezza e raffinatezza tipica della femminilità con l’impulsività della passione e libidine incontrollabile.

Adoro le donne che adorano le sperma, che lo assaggiano, ingoiano, spalmano, odorano, ne cercano i sapori evidenti, la dispersione in un bicchiere di Martini bianco.




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