.
Annunci online

It's allright Ma (I'm only bleeding)
8 luglio 2009
Dieci minuti

Il mio non è voyeurismo, è pura curiosità antropologica, oppure solo curiosità senza impulso emulativo mentre faccio bruciare il tabacco al vento e nei polmoni.
Vivo al settimo piano – o meglio dormo, mangio, stiro e scopo dal settimo piano, “vivere” presuppone anche amare – e quindi godo di una posizione strategica privilegiata, che detta così potrebbe sembrare terrazza vista mare, mentre è solo balcone vista mignotte, o meglio vista disperati.
Non lo dico con piglio moralista, ma da modesto conoscitore dell’animo umano, soprattutto maschile. Credo che compiuti i diciotto anni, perseverare ad andare con le prostitute sia da disperati. Una disperazione profonda che nemmeno sfiora gli animali bisognosi di spargere il seme e la specie. Una disperazione da maschio tracotante che compra ciò che pensa di non poter guadagnare col sentimento o l’arma della seduzione, la simpatia, l’arte del paraculismo. Una disperazione di uomo che accetta il ricatto del bisogno senza la mediazione del confronto. Una disperazione che sa di naufragio e quando sopravviene il naufragio significa che ti sei messo in mare senza carte e senz’anima.

Bastano dieci minuti a sera per fare di un disperato un uomo? Un uomo, non parlo di Rambo. Dieci minuti è il tempo concesso dalla prostituta da strada per far uscire la gelatina appiccicosa del suo cliente. Deve far sentire dei Rambo scopare una donna che controlla l’orologio.
Ma una prostituta è anche una donna che non batte ma che sceglie i suoi partner in base al reddito, modesto parere naturalmente, il mondo è in vendita e questa fottuta economia si regola sul perverso meccanismo della domanda/offerta.

Dieci minuti. Accosta l’auto dolcemente al marciapiede, posso immaginare lo scambio di battute tra la giovane donna e l’uomo al volante. Lei gli fa segno con il braccio che si imboscheranno dall’altro lato della strada, se il prezzo è alla portata di lui, lei sale, pochi metri e le luci si spengono. Se il traffico è lieve puoi anche sentire lo scatto del sedile e poi nient’altro. Dieci minuti e le luci si riaccendono, l’auto scivola dolcemente sulla strada, si accende la freccia sinistra, svolta, un centinaio di metri e la giovane donna scivola sguaiata fuori dall’auto. L’auto con un moto di indifferenza riparte. Si aggiusta il perizoma spesso come lo spago per tagliare la polenta. Solo pochi minuti e un'altra auto la carica, solita pantomima, dieci minuti.

Se avessi la stessa debolezza mi costerebbe una fortuna ogni singola eiaculazione.
Ci sono anche auto-felini che girano intorno alla puttana-gazzella come moscerini intorno al lampione, bruciano idrocarburi col motore sotto sforzo in attesa che si liberi la preda prescelta.
Chissà che proveranno i vari mariti, fidanzati davanti alle rispettive mogli e compagne quando apriranno loro la porta di casa o quando si sdraieranno al fianco del loro letto. Forse nulla, forse mezzo senso di colpa, forse odio, forse equilibrio.
Ognuno è libero di andare con tutte le prostitute che vuole – fatte salve le dovute precauzioni igieniche che poi fa schifo comunque – ma quello che mi dà da pensare sono i giovani e non più giovanissimi così incapaci di stabilire un rapporto emotivo ed equilibrato con se stessi e con le donne.
Quand’ero più giovane la musica regolava la mia emotività e cercavo con timidezza e curiosità l’universo femminile, compreso quello mio. Nessuna prostituta da strada avrebbe potuto farmela scoprire, accarezzare.
Siamo sempre lì, se intendiamo il “femminile” come un buco dove spruzzare lo sperma, di evoluzione ne abbiamo fatta poco.




permalink | inviato da amphetamine il 8/7/2009 alle 12:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
sfoglia
giugno        settembre

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 201938 volte