.
Annunci online

It's allright Ma (I'm only bleeding)
musica
30 giugno 2009
Gods of Metal 28 giugno 2009

Passano gli anni e otto son lunghi….
Non è per fare il verso alla canzone di Celentano, ma gli anni passano veramente e son ben più di otto, riferiti alla passione per il metallo urlante. Precisamente da venticinque anni, e nemmeno una goccia di passione è andata persa.

Lo dico sempre, resto giovane grazie al rock e al metallo e a dirla tutta perché l’altare del matrimonio è sempre stato un miraggio. Lo diceva anche Oscar Wilde che il matrimonio è la tomba dei sentimenti e delle passioni. Non potrei mai vedermi in casa con le pantofole ai piedi e magari una donna che ti urla dal cesso “abbassa quel frastuono!” o che ti infligge la Pausini o Cesare Cremonini in auto mentre si va a fare la spesa per la settimana.
Nelle mie passate esperienze i gusti delle fanciulle che si sono accompagnate con me andavano da Vasco a Ligabue (trovatemi una donna alla quale non piaccia Vasco e le sue canzonette da semi ubriaco innamorato) ai cantautori comunisti, da Edith Piaf (non aveva 70 anni, giuro ma 28) alla canzone popolare napoletana, dal reggae (che mi fa diventare triste e autistico) a Baglioni. Insomma fatta eccezione per una fanciulla alla quale piaceva l’hard rock, tutto il resto mi ha fatto sempre piangere e naturalmente non basta la stessa musica per legare le persone.
Sarà anche per questo che ai grandi festival o concerti metal rock vado sempre con una compagnia maschile? A pensarci bene perché una donna non accompagnerebbe mai il suo compagno a un festival metal dicendo – vai pure coi tuoi amici di rutto libero a fare l’animale, io me ne vado con le amiche a fare shopping – mentre lui è obbligato ad andare a sentire i Pooh e Tiziano Ferro? Misteri imperscrutabili della coppia.

L’altra giorno a Monza durante il Gods of Metal di coppiette metal ne ho viste tante, carini tra loro, dividersi l’acqua e la pizzetta, farsi ombra a vicenda, prepararsi la canna, lui proteggere lei dal perimetro del pogo, da ragazzini brufolosi arrapati alla prima calza a rete che vedevano e ne ho viste davvero tante di calze a rete strappate su anfibi putrescenti.
Ho visto anche genitori rocker con bambini di 4/5 anni, genitori accompagnare ragazzini/e con la carogna dentro, credo addirittura nonni! Qualche residuato di Woodstock l’ho visto aggirarsi sul prato, capelli bianchi lunghi con cappello da cow boy.
Ma il mio mito resta uno della Crew dei Mastodon che avrà avuto 70 anni con barbone bianco e cappellino e salopette da meccanico texano, accordare la chitarra! Cazzo quella si che è vita! A pensarci bene, qui in Italia per quale fottuta band metal potresti far parte della loro crew? Al massimo puoi aiutarli a caricare gli strumenti sul camioncino e dargli le indicazioni per il primo benzinaio…
Tornando al concerto e ai suo interpreti, che dire se non che i Dream Theater sono sempre perfetti con i loro tempi dispari e quelle atmosfere prog da Emerson Lake & Palmer condite da un chitarrone distorto?
Sui Carcass (from Liverpool) non dico nulla perché mi viene inconcepibile pensare che possano esistere band senza il minimo talento creativo con liriche asfissianti cantate in screaming distorto…sicuramente si diverte di più chi va a pogare quel frastuono infernale cacofonico, almeno per sopravvivere non fanno caso all’assurdità della proposta “musicale”. Noia mortale, fastidio esistenziale. L’unico applauso me l’ha strappato gli insulti per i Motley Crue.
Sui Blind Guardian non dico nulla perché sono andato farmi un giro nel perimetro dello stadio, nonostante siano tecnicamente bravi mi annoiano subito come tutte le band teutoniche. Troppo meccanici e seri con quell’aria di chi sta sguainando la spada per sconfiggere Sauron…Durante il giro mi sono imbattuto in uno stand che vendeva articoli intimi, tipo mutande leopardata, manette e borsette da battona di tangenziale. Nello stand serviva una con le tettone finte e un triangolino coprire i capezzoli, sicuramente una pornostar di terza categoria conosciuta da pensionati e giovani militari. Peccato non era lì con me l’amico bauscia…le avrebbe detto subito cosa pensava delle sue attitudini…
Gli ubriaconi non mancano mai compresi quelli che si vomitano addosso e poi fanno rissa con il servizio di sicurezza e ogni vota che c’è un ubriacone molesto ha sempre l’accento veneto-friulano.
I Mastodon già visti in occasione del concerto con i Tool - sono belli tosti ma un po’ freddini, mi piacciono i loro tatuaggi e il cantato possente. Il batterista sembra suoni la batteria per i bambini ma tira giù invece un’energia da far sbriciolare una montagna!
Per la prima volta invece ho sentito i Tarja, band che prende il nome della ex cantante dei Night Wish, un angelo finnico che gorgheggiava liriche da opera. Bella voce ma dopo dieci minuti le palle mi penzolavano a terra. Mi aspettavo i soliti coretti da bettola romana invece sono arrivati molti applausi.

Il piatto forte secondo i miei gusti oltre ai Mastodon erano naturalmente i Dream Theater, i Down e gli Slipknot. I Down di Phil Anselmo mi hanno esaltato, un vero muro elettrico e granitico profumato di blues. I Down sono una via di mezzo tra gli ultimi Pantera e i Black Label Society di Zakk Wilde…ho sperato sino all’ultimo in un pezzo dei Pantera, magari Five minutes alone…sarebbe venuto giù lo stadio. Simpatico il siparietto tra Phil Anselmo e Fratello Metallo, il cappuccino divenuto ormai ospite fisso della kermesse. Il miscredente prima l’ha definito Holy Shit, poi l’ha abbracciato fraternamente. Meno fraterni gli insulti dal prato verso il cappuccino e onestamente nonostante sia un mangiapreti, li ho trovati fuori luogo. Potrei ancora capire se fosse venuto lì a fare la predica ma in fin dei conti quel giorno dovremmo essere davvero tutti fratelli…
Ma vengo al piatto prelibato - secondo i miei gusti – della giornata ovvero l’esibizione di qui pazzi mascherati dello stato dell’Iowa con il loro sound multi variegato che va dal rapcore all’hardcore con riff granitici e taglienti come motoseghe sino a sonorità più radiofoniche ma sempre dirette come un calcio sui denti. Le introduzioni dei loro concerti sono sempre uno spettacolo nello spettacolo e l’utilizzo di samples crea un substrato denso inquietante, come se venisse tradotta in musica i pensieri di qualche psicopatico con la camicia di forza.
L’esibizione è durata un’ora e mezza e la doppia cassa di Jordison ha frantumato il pubblico in delirio, memorabili le bestemmie e insulti di Corey e i colpi di mazza da baseball sui fusti metallici. Gli Slipknot fanno uno spettacolo della madonna, possono piacere o meno o come direbbe Pino Scotto sono una gran buffonata le loro maschere, ma cazzo l’energia e il muro di intolleranza esistenziale che buttano fuori è unica.

Sic – Disasterpiece – Sulfur – People= Shit - Psychosocial - Eyeless – Spit it out – Surfacing – Before I Forget – Left behind – The Blixter Exist e Memories la scaletta presentata. Accese le luci è partita Beat it di Michael Jackson, un modo simpatico di ricordarlo.

Non ero ancora presente allo stadio, per onor di cronaca al Gods hanno cantato anche i Cynic, i Napalm Death e gli Static X, i Saxon hanno dato forfait (per sopraggiunti motivi di età?)




permalink | inviato da amphetamine il 30/6/2009 alle 9:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
sfoglia
aprile        luglio

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte